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Tipi di casi d’ adozione

 

Secondo la legge sull’immigrazione statunitense, i bambini possono essereadottati se sono orfani per abbandono o perchè uno od entrambi i genitori hannorinunciato alla loro potestà a favore di un istituto. Prima della sospensionedelle adozioni in Vietnam del 2002, l’80%  dei casierano “rinunce” e il 20% abbandoni. Da quando il Memorandum dell’Accordo (MOA) èentrato in vigore nel 2005, le percentuali si sono ribaltate portando ad un 85%di abbandoni. Gli istituti non coinvolti nell’adozione internazionale, però,non hanno notato alcuna variazione nel numero dei bambini abbandonati e lamaggior parte dei bambini presenti in queste strutture sono in affido. Post haricevuto vari rapporti credibili da parte dei funzionari degli istituti che visono procuratori che inscenano dei falsi abbandoni per nascondere l’identitàdei genitori biologici.

Rinunce

I casi nei quali uno od entrambi i genitori di un bambino abbiano rinunciatopermanentemente alla loro potestà a favore di un istituto rappresentanosolamente il 15% dei casi classificati nel Primo Programma per gli Orfani. Il75& dei genitori biologici di questi bambini, quando intervistati da unfunzionario consolare, ha ammesso di aver ricevuto da parte dell’istituto  un pagamento per aver rinunciato al figlio,in aggiunta agli aiuti per comprare il cibo, per le cure mediche e per le speseamministrative. In media questo pagamento ammontava a 6 milioni di Dong  vietnamiti, una somma equivalente ad 11 mesidi un salario minimo in Vietnam. Molte di queste famiglie hanno identificato inquesto pagamento la ragione principale per aver messo il proprio figlio inistituto. Inoltre la maggioranza dei genitori dichiara che non aveva preso inconsiderazione gli orfanotrofi, finché un assistente sociale o un funzionariodi un istituto non lo ha suggerito e li ha informati che avrebbero ricevuto unpagamento in cambio. Molti di questi genitori inoltre dichiarano che irappresentanti dell’ orfanotrofio li aveva assicurati che in caso di adozione,il bambino sarebbe tornato a casa frequentemente e definitivamente alcompimento degli 11 o 12 anni o che avrebbero ricevuto dei pagamenti periodicidagli Stati Uniti. La maggioranza di questi genitori ha detto che non darebberoil loro consenso all’adozione in Vietnam se una qualsiasi di queste condizioni non venisserispettata.

Il Ministero del Lavoro, degli Invalidi e degli Affari Sociali (MOLISA) hadichiarato che questi pagamenti non sono autorizzati né finanziati dal governoed Il Ministero di Giustizia ha inoltre ribadito che sono illegali per la legge Vietnamita. Il MOLISA ha però ammesso che non vi è alcunaregolamentazione su come i direttori degli istituti devono spendere il denaroottenuto attraverso le donazioni delle agenzie e che possono quindi decidere didarlo a chiunque vogliano, fintanto che non è utilizzato per ottenere unarinuncia di potestà da parte dei genitori di bambini. Per quanto il MOLISAconfermi che questi pagamenti ai genitori biologici da parte degli istitutidevono provenire dalle donazioni effettuate dagli ASP, dichiara che non è ingrado di avviare alcuna indagine sulla compravendita di bambini né diintraprendere alcuna azione al riguardo.

 

Abbandoni

In tutto il Vietnam  il personaledegli orfanotrofi nel circuito delle adozioni in Vietnam internazionali,riporta di aver notato dal 2005, dopo l’accordo sulle adozioni firmato con gliStati Uniti, in poi un fortissimo aumento nel numero di minori abbandonati. Gliistituti di 7 province hanno notato un aumento maggiore del 1700%, mentre, nellostesso periodo, gli orfanotrofi non collegati all’adozione in Vietnam internazionale nonhanno notato alcun aumento significativo degli abbandoni. Uno studio statisticosugli abbandoni rivela che vi è un certo numero di strutture che presentano uninspiegabile alto tasso di abbandoni con un’ insolita distribuzione di “sacche”nelle varie province.

 Per esempio, nel 2007 in una provincia cisono stati 77 casi di abbandono, ma di questi, 76 si sono verificati in unparticolare istituto. Il suo direttore ha riferito all’Ambasciata che prima cheegli firmasse un accordo con un ASP, l’istituto ospitava 10 bambini, la maggiorparte dei quali provenivano da rinunce. Nel gennaio 2007 i bambini erano salitia 23, la metà dei quali erano stati abbandonati e nel gennaio 2008 a 70, il 90% dei quali provenientida abbandoni. Il direttore attribuiva questa crescita al fatto che riceveva finanziamentida un ASP americano ed ha anche affermato che di aver assunto del personaletemporaneo per trovare famiglie in forte difficoltà con bambini di meno di 6anni, per incoraggiarle a mettere i loro figli in orfanotrofio. Anche leguardie dell’istituto hanno confermato che mentre gli abbandoni erano estremamenterari prima del 2006, ora “trovano” in media cinque bambini abbandonati al mese.

In altri casi, sono dei singoli  che trovatodei bambini  abbandonati nei campi od ailati delle strade. Spesso la persona che aveva “convenientemente” trovato ilbambino era un ufficiale di polizia od un responsabile del villaggio od unmembro della famiglia, spesso collegato o imparentato con il direttoredell’istituto o con il responsabile locale per le adozioni in Vietnam.

 Le indagini dell’Ambasciata hannomostrato che molti di questi rapporti di abbandono sono falsi;  in alcuni casi le stesse persone che pochimesi o settimane prima avevano firmato una dichiarazione di ritrovamento di unbambino abbandonato, hanno detto ai funzionari consolari che in tutta la vitanon gli era mai capitato loro di ritrovare un minore abbandonato. In un caso ilritrovatore non si ricordava dell’avvenimento anche se era accaduto il giornoprima; in un altro caso la donna che aveva firmato un rapporto di falsoritrovamento nel 2007, hadetto di averlo fatto poichè la polizia aveva minacciato di arrestarla perrapimento in seguito ad un’altra dichiarazione di ritrovamento da leirilasciata nel 2006.

l’Ambasciata è riuscita a scoprire l’identità della madri biologiche dibambini dichiarati abbandonati da ignoti in più di dieci casi, nei quali èrisultato che la madre era conosciuta all’ospedale o all’orfanotrofio, sebbenequeste istituzioni avessero falsamente dichiarato l’abbandono. A volte ciò èservito a nascondere un pagamento effettuato alla famiglia di origine,  altre volte, invece, i bambini erano statidichiarati abbandonati in seguito al mancato pagamento di conti di ospedale daparte dei loro genitori. In uno di questi casi, i documenti ufficialivietnamiti indicano che il bambino era nato all’Ospedale X, dove era statolasciato dalla madre che si era resa irreperibile. Le indagini dell’Ambasciatahanno ricostruito che in realtà il bambino era nato per parto cesareo in unaltro ospedale e, poiché prematuro e con difficoltà respiratorie significative,era stato trasferito all’ospedale X. Basandosi sulle informazioni fornite daldirettore dell’ospedale, l’Ambasciata era riuscita a rintracciare la madre, cheaveva dichiarato che era andata a visitare il bambino in ospedale varie volte,ma il direttore non le aveva permesso di portare a casa il bimbo  non avendo ancora  pagato il conto dell’ospedale  di 12 milioni di Dong Vietnamiti. La donnaaveva cercato di avere una riduzione del debito, motivata dal suo bassoreddito, ma il direttore era stato irremovibile. In seguito le era stato dettoche suo figlio avrebbe avuto bisogno di assistenza medica per tutta la vita,poiché affetto da idrocefalia e che per questo motivo era stato trasferitoall’istituto Y. La donna era rimasta sconvolta nell’apprendere che un’ equipedi medici statunitensi aveva esaminato il bambino e lo aveva trovato sano. Solodopo una considerevole pressione da parte della missione USA, l’adozione in Vietnam delbambino è stata cancellata ed è tornato con i suoi genitori.

 

Strutture non riconosciute

In cinque province, l’Ambasciata ha scoperto delle strutture nonriconosciute e non regolamentate, che forniscono vitto ed alloggio alle donneincinte, in cambio del loro impegno a rinunciare al bambino al momento dellanascita. Nessuna di queste strutture pubblicizza apertamente i suoiservizi,  le donne vengono a sapere dellaloro esistenza esclusivamente tramite il passaparola. Sebbene esse siano apertea tutte le donne, libere di andare e venire come desiderano, la loro permanenzale indebita fortemente a meno che non rinuncino al bambino. Alcune inchieste suqueste strutture, condotte dai mezzi di comunicazione vietnamiti, hannorivelato che spesso le donne vivono nello squallore più totale e sono costrettea lavorare durante la loro permanenza. In molte di esse vige la regola che lamadre non può vedere il neonato dopo il parto, per prevenire qualsiasi forma diattaccamento. Le donne che hanno partorito in queste strutture hanno riferitodi aver ottenuto fino a 6 milioni di Dong vietnamiti come pagamento per i lorobambini. Le fonti di finanziamento di queste strutture non sono chiare, masembrano avere dei legami stretti con i vicini orfanotrofi.

Quando i rappresentanti dell’Ambasciata le hanno visitate, hanno visto finoa 20 donne stipate nella stessa casa, le quali hanno riferito che personale diun orfanotrofio era venuto a far firmare alle donne i documenti di rinuncia deibambini, e solo dopo la firma le donne avevano ricevuto dei soldi. Successivamente,spesso il bambino viene condotto ad un vicino ospedale od orfanotrofio, dove nuovidocumenti vengono prodotti per testimoniare l’abbandono (nonla rinuncia) delbambino. Quest’ ultima documentazione viene quindi esibita al DIA edall’Ambasciata per provare che il bambino è  tecnicamente “orfano”.

 

Resoconti di corruzione nel sistema delle Adozioni

L‘Ambasciata ha ricevuto resoconti attendibili sulla corruzione nel sistemadelle adozioni in Vietnam, da impiegati attuali e passati di alcune agenzie che lavoranoin Vietnam. Questo fenomeno inizia con le procedure di accreditamento, infattivarie agenzie hanno raccontato di aver dovuto finanziare dei viaggi in USA per funzionaridel governo e del DIA, al fine di ottenere l’accreditamento nazionale. Secondogli impiegati delle ASP, questi viaggi includevano shopping tours, nei qualitutti gli acquisti compiuti dalla delegazione vietnamita dovevano essere pagatidagli accompagnatori dell’agenzia. Altre ASP hanno raccontato di aver pagatotangenti per ottenere gli accreditamenti provinciali.

Inoltre, varie testimonianze di genitori adottivi e di impiegati delle ASPriportano che molte agenzie chiedono ai genitori adottivi di fare una donazione in contanti direttamente al personale ed al direttore dell’istituto doveadottano. Secondo il Ministero di Giustizia vietnamita, queste donazioni sonoillegali, ma riconosce che è un costume diffuso e che è una delle irregolaritàdel sistema delle adozioni in Vietnam.  Infine alcune ASP hanno riferito che queste“gentili” donazioni dei genitori adottivi sono state usate dal personale dell’istitutoper scopi privati, per acquistare proprietà, auto, gioielli ed, in un caso, perfinanziare lo sviluppo di un centro commerciale.

 

La risposta ufficiale ai resoconti di Irregolarità  

Il DIA ha riconosciuto che quando riceve dei rapporti dall’Ambasciatariguardanti frodi nei casi di adozione in Vietnam, incontra le ASP e I procuratori localiper elaborare una strategia che permetta di confutare le prove presentatedall’Ambasciata. Spesso questa strategia consiste nel far partire una secondaindagine, in seguito alla quale viene notificato in anticipo alle persone chehanno trovato i bambini che verranno riascoltate di fronte al Comitato del Popoloe quando esse si presentano viene loro ricordato che possono essere puniti per dichiarazionifalse precedentemente rese di fronte al Comitato del Popolo. Quando invece sonostate le madri di origine delle province rurali a dire all’Ambasciata che non volevanorinunciare ai loro figli, queste vengono convocate ad Hanoi a loro spese eviene loro ordinato di comparire davanti al DIA per firmare nuovi documenti dirinuncia. Dietro tutte queste pressioni, sia chi ha trovato i bambini sia lemadri di origine ritrattano le dichiarazioni che avevano rilasciato aifunzionari consolari.

L’Ambasciata ha informato il DIA di vari casi di frode potenziale e di attivitàillegale, ma questo non ha intrapreso alcuna azione, legale o amministrativanei riguardi di persone o organizzazioni per violazioni della legge vietnamitasulle adozioni, come non ha fatto nulla per rispondere a segnalazioni diilleciti provenienti da privati, agenzie o dall’Ambasciata USA. Viceversa, hadichiarato che è nell’interesse “umanitario” del Vietnam che qualsiasi praticadi adozione in Vietnam avviata si concluda nel più breve tempo possibile. Il Dipartimento,se anche ne avesse l’autorità, non revocherebbe un provvedimento di abbinamentoo di adozione in Vietnam poiché ritiene che ciò contravverrebbe al contratto stipulato conle ASP, che hanno effettuato una donazione per ogni bambino loro assegnato.